DALLA BELLEZZA ALLA COERENZA – DOMENICA 13 NOVEMBRE

DAL VANGELO DI LUCA (Lc 21, 5-19) 

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

​L’arrivo a Gerusalemme di Gesù e di quelli che avevano cominciato a credere in Lui e lo stavano seguendo, sembra non essere all’altezza delle aspettative. Quella accozzaglia, fatta di pescatori e arrampicatori sociali dinanzi al Tempio si aspettavaun momento trionfale più grande di quello riservato agli imperatori romani che passavano sotto l’arco di Costantino e che nessun libro di storia avrebbe più potuto dimenticare. 

​È proprio dinanzi al Tempio di Gerusalemmeche Gesù stravolge il copione che in tanti avevano elaborato nella loro mente. Ai discorsi di un leader carismatico,contrappone la profezia della distruzione del Tempio e un inedito invito a ricominciare per costruire il nuovo. Un annuncio che lascia di sasso anche i “fedelissimi”, quelli che al lago avevano lasciato barche e reti, unitamente a quelli che lo avevano seguito lasciando carriera e denaro. 

​Gesù dinanzi a coloro che puntavano ad ornare il Tempio, invita ad onorare il tempo. Un passaggio inaspettato che doveva condurre dalla bellezza alla coerenza.

​Tutto ciò attraverso un tempo fatto di strutture consolidate che si sbriciolano come castelli di sabbia; di uomini e donne che si spacciano per difensori dell’umanità e poi si mettono in tasca enormi quantità di denaro destinato ai poveri; di altrettanti uomini e donne che confondono la politica del bene comune con gli interessi personali e con richieste di tangenti; di nuovi capipopolo che decidono di guerreggiare per l’atavico peccato della supremazia e della superiorità culturale; di rivoluzionari che con l’uso della violenza finiscono per travolgere anche inermi masse passanti per caso nel momento in cui compiono un attentato. 

​A tutto ciò Gesù contrappone il novum, fatto di persone nuove dallo sguardo lungimirante e dalle potenzialità inaspettate che creano spazi di vita nuova. Uomini e donne della speranza che non si arrendono. Sulla carta d’identità oltre al volto si trova scritto un particolare inconfondibile: persona credibile. 

​Gesù lo afferma senza problemi. L’importanza della credibilità è alla base di una vita nuova. La credibilità è fondamentale per la realizzazione del progetto di amore di Gesù. Il distintivo non sta nel crollo di una struttura, ma nell’innalzamento di un progetto di vita a cominciare dalla croce che si erge come segno di amore piuttosto che come un segnale di resa. 

​Anche il nostro tempo vive tutto ciò. Il dramma di una società che prova ad uscire dal trauma del confinamento (lockdown) richiede una svolta: cristiani credenti e credibili in prima linea. Dinanzi alla ricerca ossessiva della bellezza, al revival del mito della supremazia e della distruzione dell’altro, all’accaparramento delle risorse naturali per emergere sopra gli altri e al livellamento del sapere ridotto spesso a semplici modi di dire, Gesù invita tutti a diventare cristiani credibili e coerenti

​Le nuove strutture ecclesiali dovranno essere costruite da uomini e donne che camminano amando,non ectoplasmi in movimento o persone mascherate da cristiani. Dovranno sporcarsi le mani. Dovranno credere e realizzare percorsi di fraternità, lottare contro la costruzione e il commercio delle armi, sperimentare forme di finanza alternativa e non scoraggiarsi quando, a cominciare “da quelli di casa” saranno ritenuti dei fanatici sognatori della religione.

Rosario Livatino Sandra Sabbatini, i ricomincianti, cristiani della nostra epoca, ci mostrano la bellezza della credibilità fatta nel nome di Gesù Cristo. Il primo ucciso dalla mafia per non essersi venduto alla logica di processi da stravolgere e la seconda per essere stata fidanzata e ragazza di parrocchia, pronta a spendere e far risplendere la sua vita tra studio e recupero dei tossici, ci mostrano che le strutture passano,l’amore resta in eterno.

​Il passo da compiere tra la bellezza e la coerenza si chiama solo ed esclusivamente amore. Amore come quello di Gesù per noi e che con noi vuol costruire il bello non di “chiese da ammirare”, ma di persone cristiane da imitare. 

​​​​​​​Il vostro parroco

Antonio Ruccia