
Dal vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12°)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Tante volte abbiamo ascoltato dalla voce di Papa Francesco la parola “todos”. Una di quelle che ha pronunciato nel suo ministero petrino e che ha inciso così profondamente da non poter essere dimenticata nemmeno dopo la sua morte.
Una parola spesso fraintesa o strumentalizzata, ma in realtà una parola che permette anche ai lontani di sentirsi a casa o di vedere semplicemente da lontano la porta del cielo e quella Chiesa completamente spalancate.
Con quel “todos”, che cela la logica dell’inclusione, ciascuno è invitato ad uscire dalla passività che caratterizza il nostro tempo e richiede una dinamicità che permetta a tutti di sentirsi parte integrante della storia.
Una storia di uomini e donne che camminano e che sono protesi verso un mondo “altro” dove nessuno dovrebbe sentirsi un estraneo.
In questa visione di dinamicità si colloca anche il cammino dei battezzati chiamati alla santità. È il cammino per l’umanità che appare sola dalla pandemia. Un’umanità che continua a nascondersi e a cercare nel “divertimento” la sua voglia di evasione. “Divertere” tradotto dal latino significa “dividere”. Esattamente come l’umanità della società post Covid-19: divide e crea nuove sacche di povertà lasciando che i ricchi siano sempre più egoisti ed egocentrici, oltre che accaparratori di risorse, e i poveri sempre più poveri e “puzzolenti”.
Gesù sul monte delle Beatitudini indica una strada nuova. Apparentemente un viadotto che fa paura solo a vederlo e che sembra impercorribile per chi ha paura del vuoto che vede ai lati. In realtà, un percorso da fare insieme a “todos” per diventare una Chiesa in movimento e un movimento che si fa Chiesa.
È un mettersi in marcia e senza paure per concretizzare la santità che si espande sulla terra e s’inerpica sulle pareti, fino a realizzare e poi mostrare la “bellezza” di un Dio che sa solo amare.
Sono i poveri, gli afflitti, i miti, gli operatori della pace e della giustizia, insieme ai perseguitati e ai testimoni del Vangelo a percorrere questo itinerario di santità.
Tutti (todos) in movimento e con tutti (todos). Per costruire una Chiesa che esce dall’anonimato e che s’impegna dinamicamente ad essere un popolo che cammina insieme a tutti con il Vangelo in mano. Todos per costruire un mondo migliore in cui si diventa santi ed insieme per essere una “Chiesa della fraternità” che richiede di essere coinvolta e di costruire un mondo di pace.
Per essere santi o semplicemente per diventarlo, tutti sono chiamati al fianco dei poveri e a contribuire a realizzare, attraverso un’ecologia integrale, un mondo che aborrisca le mafie e una società che non accetti l’economia di ingiustizia che regge il motore economico della società dei potenti e con chi non si stanchi di gridare contro la costruzione degli armamenti e che non dimentichi che le liste di attesa della sanità le hanno create coloro che vogliono più denaro per sé senza preoccuparsi di chi è costretto ad elemosinare ciò che gli spetta di diritto.
I beati sono tutti (todos)
gli appartenenti ad una Chiesa che cammina verso il Cielo e che realizza oggi la santità facendo uscire l’umanità dall’isolamento in cui è precipitata. Una Chiesa casa di tutti e per tutti fuori dalle ideologie e dalla massificazione per uscire dalle meschinità interiori quali egoismo, rassegnazione e paura e mostrare che è necessario proseguire la corsa insieme a todos come Gesù c’insegna.
Il vostro parroco
Antonio Ruccia