
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,38-42)
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
In tanti, nell’era post Covid-19, cercano il nuovo volto della Chiesa. C’è la Chiesa dei “cantieri” aperti e c’è una Chiesa che stenta a pensarsi diversa. C’è una Chiesa nostalgica e c’è una che vorrebbe sempre stare sulla breccia pronta a schierarsi a favore delle crisi sociali a cominciare dai conflitti in atto.
In tutto questo c’è Cristo che chiede di essere accolto. Un Gesù che ha il volto diverso e soprattutto che chiede a ciascuno di noi di non passare dall’altra parte come avevano fatto il sacerdote e il levita sulla Gerusalemme- Gerico, ma di fermarsi un attimo e, azzerando tutto, rilanciare una nuova dinamica di vita ecclesiale e comunitaria, oltre che una spiritualità nuova.

Gesù entra in un villaggio. Elemento non marginale che mostra come ci si trovi di fronte ad un Dio in movimento. Non ha difficoltà a lasciarsi accogliere perché è Lui che va incontro all’umanità ed è Lui che cerca casa.
Ad accoglierlo ci sono due sorelle.Marta, donna energica pronta a non far mancare nulla all’ospite, anzi si preoccupa di dare il meglio di sé per mostrare quanto gli voglia bene. Maria, donna riflessiva, preferisce stare ai piedi di Gesù intuendo la necessità di non perdere neanche una parola del Maestro.
Di fronte alla reazione emotiva e non cattiva di Marta che chiede di poter avere una mano da parte di sua sorella, Gesù indica ad entrambe la strada della missione fondata su un annuncio diverso e profetico. Infatti, ogni volta che Gesù entra in una casa non intende sostarci solamente per rinfrancarsi, ma per indicare la missione verso cui andare per fondare il suo nuovo progetto di evangelizzazione.

Conferma tutto ciò lo stesso evangelista. Gesù quando entra in casa propone qualcosa di nuovo.
A Matteo il pubblicano chiede il discepolato; alla peccatrice che gli lava i piedi con un profumo costosissimo e le indica la strada dell’essere “anastata”, cioè, annunciatrice della risurrezione. Esorta i farisei a superare le logiche integraliste del credere e ad accogliere tutti. Sollecita tutti ad accogliere alla tavola i poveri e invita Zaccheo, a cui chiede ospitalità, a ricominciare perché tutto è possibile.
Un vero e proprio progetto evangelizzativoche passa dall’ascolto della parola di Dio e ha come fine quello il regno di Dio.
Maria e Marta: le contemplattive della Chiesa giubilare.

Ci mostrano la necessità di “uscire dalla porta” e realizzare la missione di una Chiesa altra che,oltre a pregare e a lavorare, deve evangelizzare senza stancarsi. Il tutto tramite una rivalutazione di un incontro che passi per l’ascolto della parola di Dio e la catechesi e unite alla diaconia (il servizio) verso i poveri.
Le sorelle di Betania ci mostrano la via di una Chiesa diversa. Una Chiesa che passa di casa in casa e che esce disinstallando la modalità dell’inattività e proponendo quella della contemplattività.
Il vostro parroco
Antonio Ruccia