PER UNA COMUNITA’ SINFONICA – DOMENICA 6 SETTEMBRE 2026

Orchestra Sinfonica Abruzzese - Barattelli Concerti

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Se con le parabole e con i discorsi fatti intorno al lago di Tiberiade Gesù aveva posto le basi per una comunità nuova che superasse gli elementi specifici dell’ebraismo, in seguito delinea gli elementi costitutivi di quello che avrebbe dovuto essere la comunità nel suo futuro. La Chiesa affidata a Pietro non poteva essere strutturata su elementi di forza, ma avrebbe dovuto essere realizzata avendo alla base la proposta delle beatitudini e dell’amore reciproco ed incondizionato.

Tra gli elementi indispensabili per la stabilità della comunità non poteva mancare il perdono, unito all’accoglienza e alla correzione fraterna. Elementi già esistenti nel contesto ebraico (Esaù e Giacobbe Gen 33; Giuseppe e i suoi fratelli Gen 45. 50; Davide e il re Saul 1 Sam 24. 26), ma che avrebbero dovuto caratterizzarsi con forme nuove in cui emergesse un amore incondizionato anche quando non era corrisposto.

Per capire le tre fasi del perdono che Gesù indica per la costituzione di una “comunità nuova” la risposta è riscontrabile nel verbo greco symphoneo, letteralmente suonare insieme, (se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà).

Per Gesù costruire una comunità sinfonica vuol dire superare le forme di divisione e armonizzare le diversità per mostrare come solo il bene cambia la vita di tutti. Di qui si comprendono i tre passaggi affinché tutto possa concretizzarsi.

In caso di “frattura” e di divisione Gesù indica che ci sia prima un colloquio personale con chi ha difficoltà a realizzare un cammino d’amore con gli altri. Successivamente ci sia un altro momento di dialogo con l’ausilio di due o tre persone autorevoli. Per finire si ponga il problema in seno alla comunità e qualora persista il rifiuto, il soggetto, sia semplicemente “amato a distanza”.

Costruire una comunità sinfonica per Gesù vuol dire che le idee personali devono necessariamente essere armonizzate e perfezionate e che tutto deve passare per le vie dell’amore: solo i perdonanti diventano costruttori di comunità. E inoltre solo le comunità perdonanti diventano comunità aggreganti. Quando una comunità può dirsi “cristiana”? - SettimanaNews

La comunità è come un’orchestra in cui ogni strumento ha suoni e talenti diversi, ma tutti seguono un unico spartito che è quello dell’amore. Questa unità scaturisce dal perdono reciproco che rende visibile e presente il Signore in mezzo ai credenti; al contrario, i dissidi e il rancore lo nascondono.

Per essere sinfonica la comunità è necessario che segua un itinerario comunitario in cui emergano le specificità e le diversità. Sono proprio le specificità e le diversità la base della ministerialità della Chiesa-comunità.

Oggi abbiamo bisogno di comunità nuove che siano pronte a lasciarsi amare dal mondo mettendosi in ascolto del mondo e soprattutto usando le metodologie di comunicazione e aggregazione che sono realizzate nella vita quotidiana. Preti in Trentino: meno sacerdoti e più parrocchie Tali comunità dovranno superare i settorialismi dei gruppi e vivere la propria esperienza come ministero di servizio ben sapendo che senza perdono non c’è comunità sinfonica.

Il vostro parroco

Antonio Ruccia